Effetti termogenici di preparazioni erboristiche

disponibili in commercio per il trattamento dell’obesità

Autori: A. Martinet1, K. Hostettmann1 and Y. Schutz2

1 Istituto di Farmacologia e Fitochimica, Università di Losanna, Svizzera
2 Istituto di Fisiologia, Facoltà di Medicina, Università di Losanna, Svizzera

Diverse preparazioni erboristiche in commercio sono state accreditate di un’azione antiobesità.
Abbiamo analizzato gli effetti acuti della somministrazione orale di 12 di questi prodotti su uomini e donne non obesi. Nessun aumento significativo di consumo energetico (EE) è stato notato dopo il trattamento con tutti questi prodotti. Nessuna variazione di quoziente respiratorio (RQ) è stata rilevata, eccetto dopo il trattamento con estratto di mate (ilex paraguariensis), dove è stata osservata una riduzione, indicante un proporzionale aumento nell’ossidazione dei grassi. I risultati suggeriscono una bassa efficacia nel trattamento dell’obesità per tali preparazioni, con la possibile eccezione dell’estratto di mate. Sono richiesti studi ulteriori per determinare l’influenza eventuale di dosaggi più elevati di tali prodotti, come pure la loro somministrazione prolungata in soggetti umani.

Introduzione

L’obesità costituisce nei paesi industrializzati un problema sanitario rilevante, la cui prevalenza ed incidenza rimane alta (Simopoulos, 1985). Poiché tale condizione è legata all’insorgenza di patologie ad essa associate (iperlipidemia, diabete, ipertensione, malattie coronariche) (Van Itallie e al, 1985, Foster e al. 1985), ridurre il peso in eccesso è divenuto un obiettivo pressante.

Vi sono due modi differenti per indurre un calo del grasso corporeo: a) riducendo l’assunzione o l’assorbimento di cibo; b) incrementando il consumo di energia (EE). I due approcci sono combinabili. Sono state elaborate numerose diete ipocaloriche per indurre una perdita di peso, con risultati variabili, ma è ormai assodato che l’effetto a lungo termine di questi trattamenti sia scarso e deludente, in quanto i pazienti obesi tendono a tornare col tempo al loro peso precedente. Per di più, anche l’attività fisica ha mostrato risultati alterni nella riduzione dell’obesità (Garrow, 1995).

L’uso di farmaci nel trattamento dell’obesità può avere un ruolo nell’indurre una minore assunzione energetica (agenti anoressizzanti) o un maggior consumo energetico (medicinali termogenici). (Hassler e al., 1994). Inoltre, alcuni inibitori enzimatici come gli inibitori della glucosidasi, amilasi e lipasi possono incrementare l’efficacia di una dieta ipoenergetica riducendo l’assorbimento intestinale dei carboidrati o dei lipidi. Tuttavia non si può escludere il rischio di deficienze vitaminiche o minerali causate dal trattamento a lungo termine con inibitori enzimatici (Haessler e al., 1994). I trattamenti farmacologici attuali si affidano all’azione centrale di medicinali anoressizzanti in abbinamento con terapia dietologica.
Tuttavia, sebbene la loro efficacia nel ridurre l’assunzione di cibo sia comprovata, questi farmaci sono lungi dall’essere soddisfacenti a causa dei loro effetti collaterali e dello scarso effetto a lungo termine del trattamento. Un approccio alternativo alla riduzione dell’assunzione o dell’assorbimento energetico è quello di aumentare il consumo energetico (EE). (Haessler e al, 1994). La somministrazione di componenti puri come la caffeina può comportare un aumento dell’EE (Horton e al., 1996) ma ciò è spesso associato a diversi effetti collaterali.

Nel ricercare nuovi agenti termogenici, specialmente prodotti a base di piante, abbiamo analizzato gli effetti acuti della somministrazione di 12 preparazioni erboristiche in commercio che affermano di possedere un’azione anti obesità: Mate (yerba mate, Ilex paraguariensis St.-Hil., Aquifoliaceae) con supposta azione lipolitica (Duke, 1985; Van Hellemont, 1986; Sagne, 1986; Valnet, 1992; Bardeau, 1973), Guarana (Paullinia cupana H.B.K., Sapindaceae) con supposto incremento del consumo energetico a riposo (Duke, 1985; Frohne, 1994), Ephedra sinica Stapf (Ephedraceae) con supposti effetti termogenici e lipolitici (Astrup et al., 1993; Daly et al., 1993; Dulloo, 1993a, b, c; Geissler, 1993; Horton et al., 1991; Horton et al., 1996; Malchow-Moller et al., 1981; Pasquali et al., 1987; Pasquali et al., 1993; Waluga et al., 1998), Tamarindo di Malabar (Garcinia cambogia Desr., Guttiferae) con supposta inibizione della lipogenesi (Clouatre et al., 1994; Courtin, 1996; Nishida, 1997; Singh et al., 1995), Té verde (Camellia thea Link, Theaceae) supposto lipolitico, Carciofo (Cynara scolymus L., Asteraceae) supposto induttore di azione ipolipemica e lipolitica (Hallard, 1988; Kern, 1958; Fauron, 1984), Iris versicolor L. (lridaceae) supposto favorire il catabolismo dei grassi (Lewis et al., 1977), Nocciolo ( Corylus avellana L., Betulaceae) e Finocchio marino (Crithmum maritimum L., Apiaceae) con azione sul metabolismo e le ghiandole endocrine, Fucus vesiculosus L. (Fucaceae) supposto acceleratore del metabolismo (Hallard, 1988; Jaspersen-Schib, 1994; Sagne, 1986; Spaich, 1978; Valnet, 1992; Weiss, 1980), Fitolacca virginiana (Phytolacca decandra L., Phytolaccaceae) con supposta azione sul metabolismo (Kollitsch, 1955) e Laminaria digitata Lam. (Laminariaceae) con supposta azione sul metabolismo e le ghiandole endocrine (Valnet, 1985). Gli effetti di queste preparazioni erboristiche sono stati studiati su uomini e donne non obesi.

Materiali e Metodi

Soggetti

Sono stati iscritti alla ricerca 40 donne e 57 uomini, per la maggior parte studenti universitari contattati via annunci o direttamente per telefono. I volontari sono stati selezionati secondo i criteri seguenti (vedi Tabella 1);
• Criteri d’inclusione
1. Buona salute e non fumatori
2. Età 18-36
3. Indice di massa corporea (BMI) tra 16,4 e 28 kg/m2
• Criteri di esclusione
1. Malattie croniche
2. Ciclo mestruale nelle donne: giorni 1-3 o 15-28 del ciclo durante l’esperimento.

Schema dello studio

Sono state testate 12 diverse preparazioni erboristiche (vedi sotto). Di queste, 6 sono state oggetto di test a doppio cieco controllato con placebo poiché avevano fornito risultati incoraggianti nei test preliminari.

Campioni

• Paullinia cupana (guaranà) polvere: 8 capsule Cupaline® (Arkopharma F-06511 Carros) per un totale di 2,72 g di polvere di semi di guaranà, titolato al 4% di caffeina.
• Ephedra sinica polvere: 8 capsule Exosuline® (Arkopharma F-06511 Carros) per un totale di 2 g di polvere da steli di efedra, titolo 2% di alcaloidi;
• Garcinia cambogia (tamarindo di Malabar) estratto: 6 capsule Mincifit® (Arkopharma F-06511 Carros) per un totale di 2,4 g di estratto secco di Garcinia cambogia, titolato al 50% in acido idrossicitrico
• Camellia thea (té verde) polvere: 6 capsule di Thé Vierge® (Arkopharma F-06511 Carros) pari a 2,34 g di polvere totale di gemme e 2 prime foglie da rametti di thé vergine, titolata al 2 % in caffeina.
• Cynara scolymus (carciofo) estratto: 6 capsule HepaS® (Sertiirner, D-33257 Giitersloh) per un totale di 1,92 g di estratto secco delle foglie di carciofo.
• Ilex paraguariensis (mate) estratto: 5 capsule gialle (Coopération Pharmaceutique Française, F-77020 Melun) ognuna contenente 0.30 g di estratto liofilizzato (21,4%) in acqua bollente (95°) di erba mate per un totale di 1,5 g di estratto secco.
• Iris versicolor tintura (Boiron®, F-6911O Sainte-Foy-lès-Lyon): 20 gocce per un totale di 0,4 ml.
• Corylus avellana (nocciolo) tintura (Boiron®, F-69110 Sainte-Foy-lès-Lyon): 6 gocce per un totale di 0,12 ml.
• Crithmum maritimum (finocchio marino) tintura (Boiron®, F-69110 Sainte-Foy-lès-Lyon): 10 gocce per un totale di 0,2 ml.
• Fucus vesiculosus tintura (Boiron®, F-69110 Sainte-Foy-lès-Lyon): 150 gocce per un totale di 3 ml.
• Phytolacca decandra (fitolacca virginiana) tintura (Boiron®, F-69110 Sainte-Foy-lès-Lyon): 150 gocce per un totale di 3 ml.
• Laminaria digitata tintura (Boiron®, F-6911O Sainte-Foy-lès-Lyon): 60 gocce per un totale di 1,2 ml.
• Placebo solido: capsule gialle (Coopération Pharmaceutique Française, F-77020 Melun) da 0,26 g (capsule misura n.1) o 0,50 g (capsule misura n.00) di mannitolo.
• Placebo liquido: mix di etanolo e acqua 70:30 con aggiunta di colorante caramello: 20 gocce per un totale di 0,4 ml.

Prassi preparatoria

Il protocollo sperimentale è stato approvato dal Comitato Etico della Facoltà di Medicina dell’Università di Losanna. Il protocollo è stato illustrato in toto ai volontari prima dell’esperimento. Tutti I soggetti hanno dato il loro consenso scritto.

Tavola 1. Caratteristiche fisiche dei soggetti (media ± errore standard)
  Età (anni) Statura (m) Peso (kg) BMI (kg/m2)
Femmine 24.7 1.67 57.1 20.4
  +/- 3.1 +/- 0.05 +/- 5.5 +/- 1.9
Maschi 25.4 1.78 71.8 22.7
  +/- 3.7 +/- 0.07 +/- 8.6 +/- 2.4
Totale soggetti 25.1 1.74 65.7 21.8
  +/- 3.5 +/- 0.08 +/- 10.4 +/- 2.4

 

Prassi nei giorni dell’esperimento

La sera precedente i giorni dell’esperimento tutti I soggetti hanno fatto un pasto ricco di carboidrati, bevuto una bibita analcolica senza caffeina e si sono astenuti dal bere caffè contenente caffeina. I volontari non hanno effettuato particolari attività fisiche e dopo le 22 hanno evitato cibi e bevande, eccetto acqua. Sono arrivati all’Istituto fra le 7 e le 8,30 a digiuno, usando mezzi motorizzati pubblici o privati.

Antropometria

È stato misurato il peso con ordini di approssimazione di 0,1 kg e la statura con ordini di approssimazione di 0,5 cm, a digiuno la mattina presto. L’indice di massa corporea (BMI) è stato calcolato secondo la formula: (kg/m2) = peso (kg)/statura al quadrato (m2). Le caratteristiche fisiche dei soggetti sono riassunte nella Tavola 1.

Prassi Sperimentale

L’esperimento è stato condotto a temperatura ambiente su due soggetti alla volta misurati contemporaneamente con inizio tra le 7,15 e le 8,45, circa un’ora dopo il risveglio. Erano stesi fianco a fianco in posizione supina con un comodo cuscino, così da poter seguire diversi film in TV. I film sono stati scelti dai soggetti a partire da un gruppo di film preselezionati non termogenici, che ad es. escludevano horrors o film a sfondo sessuale. È stato suggerito ai soggetti di rilassarsi e rimanere distesi e tranquilli, se possibile senza muoversi ma senza addormentarsi. I film selezionati erano volti a non far addormentare o annoiare troppo.
Dopo 15 minuti sono state prese una serie di misurazioni:
• Frequenza Cardiaca: mediante una cintura toracica collegata a uno strumento (Baumann, Fleurier, Switzerland) per la rilevazione automatica ogni minuto.
• Pressione sanguigna sistolica e diastolica: mediante un manicotto al braccio destro collegato a uno sfigmomanometro digitale (Visomat OZ2 a monitor digitale, Hestia, Mannheim, Germany) per rilevazioni ogni 10 minuti.
• Dispendio Energetico (EE) e Quoziente Respiratorio (RQ)
mediante due calorimetri indiretti: uno in commercio (Datex, Deltatrac, Helsinki, Finland) per la metà dei soggetti e l’altro sviluppato dall’Istituto di Fisiologia (Henny, 1987) per i soggetti restanti. Quest’ultimo può essere descritto come segue: un cappuccio ventilato di plastica trasparente applicato sulla testa dei soggetti e serrato al collo per evitare altri passaggi di aria. Per evitare perdite di aria è stata mantenuta una leggera pressione negativa all’interno. La ventilazione è stata misurata con un misuratore di flusso (Setaram, Lyon, France). È stata raccolta e analizzata anche una frazione costante del flusso di aria fuoriuscente dal cappuccio. Un analizzatore termomagnetico (Magnos 2T, Hartmann & Braun, Frankfurt, Germany) ha misurato costantemente la concentrazione di ossigeno e un analizzatore a infrarossi (Uras 2T, Hartmann & Braun, Frankfurt, Germany) quella di anidride carbonica. Durante l’uso di entrambi i calorimetri il capo dei soggetti è rimasto appoggiato a un supporto di plastica rigida per consentire una normale respirazione. Le misurazioni calorimetriche venivano aggiornate ogni minuto.
Dopo 30 minuti di misurazioni basali, il trattamento è stato somministrato a caso (preparazione erboristica o placebo) in modalità doppio cieco per 6 delle 12 piante studiate (quelle 6 che avevano mostrato gli effetti più promettenti nei test preliminari). In ogni caso, le pillole sono state inghiottite con 100 ml di acqua (dopo aver liberato la testa dai misuratori) e le tinture diluite con 100 ml di acqua in bicchiere prima di essere inghiottite:
• Studio sulla Paullinia cupana: 6 soggetti hanno preso la polvere e altri 6 il placebo solido (capsule misura n. 1).
• Studio sulla Ephedra sinica: 6 soggetti hanno preso la polvere e altri 6 il placebo solido (capsule grandezza n.1).
• Studio sull’Ilex paraguariensis: 6 soggetti hanno preso l’estratto secco e altri 6 il placebo solido (capsule misura n. 00).

• Studio sull’Iris versicolor: 6 soggetti hanno preso la tintura e altri 6 il placebo liquido.
• Studio sul Corylus avellana: 6 soggetti hanno preso la tintura e altri 6 il placebo liquido.
• Studio sul Crithmum maritimum: 6 soggetti hanno preso la tintura e altri 6 il placebo liquido.

Le altre 6 preparazioni non sono state oggetto di studio controllato contro placebo. Anche in questo caso le capsule sono state prese con circa 100 ml d’acqua e le gocce delle tinture diluite in un bicchiere con 100 ml d’acqua prima di essere assunte:
• Studio sulla Garcinia cambogia: 5 soggetti hanno preso l’estratto secco
• Studio sulla Camellia thea: 4 soggetti hanno preso la polvere.
• Studio su Cynara scolymus: 4 soggetti hanno preso l’estratto secco.
• Studio sul Fucus vesiculosus: 4 soggetti hanno preso la tintura.
• Studio sulla Phytolacca decandra: 4 soggetti hanno preso la tintura.
• Studio sulla Laminaria digitata: 4 soggetti hanno preso la tintura.

In seguito, le misurazioni calorimetriche e cardiovascolari sono state effettuate per 3 ore post dose, vale a dire in 4 periodi di 45 minuti ciascuno, eccetto per l’Ilex paraguariensis e il Fucus vesiculosus per i quali le misurazioni sono state prese per 3,75 ore post dose, cioè per 5 periodi di 45 minuti ciascuno, a causa della risposta termogenica ritardata osservata nei test preliminari.

Analisi dei Dati

Nella fase iniziale (baseline) è stata calcolata la media in 30 minuti per ogni tipo di misurazione (battito cardiaco, pressione sistolica e diastolica, EE e RQ). Nella fase post dose è stata calcolata per ogni tipo di misurazione una media di ogni periodo di 45 minuti.
E’ stata poi calcolata per ciascun tipo di misurazione la differenza (= valore delta) tra la media di ciascun periodo post dose e la media della fase iniziale. Per ragioni di rappresentazione grafica, i valori di delta sono stati convertiti in delta percentuali con i rispettivi errori standard. Il valore p calcolato indica la significatività statistica. Un valore di p inferiore a 0,05 significa che il prodotto a base di piante ha avuto un effetto statisticamente significativo rispetto al placebo.

Risultati

La Figura 1 mostra i risultati ottenuti con la preparazione a base di Ilex paraguariensis, in confronto allo studio controllato con placebo, come esempio di variazioni di dispendio energetico a riposo, quoziente respiratorio, battito cardiaco e pressione arteriosa.
La Tavola 2 riassume i cambiamenti ottenuti con le preparazioni di Ilex paraguariensis, Paullinia cupana, Ephedra sinica, Iris versicolor, Corylus avellana e Crithmum maritimum, oggetto dello studio controllato con placebo in doppio cieco.
La Tavola 3 riassume le variazioni in risposta alle altre preparazioni.
In termini di dispendio energetico, nella maggior parte dei casi non c’è stata una risposta termogenica positiva, eccetto che per le polveri di Paullinia cupana e Camellia thea. Tuttavia, come mostrato nella Figura 2, l’aumento non è stato statisticamente significativo. Per contro, il trattamento con tintura di Crithmum maritimum ha prodotto una sorprendente risposta termogenica negativa. Un significativo aumento del battito cardiaco è stato osservato con le preparazioni di Ephedra sinica e Laminaria digitata, mentre l’estratto di Ilex paraguariensis ha determinato una riduzione della frequenza cardiaca.
Il quoziente respiratorio è rimasto invariato nella maggior parte dei casi e il leggero decremento osservato con il placebo era in linea con lo stato di digiuno progressivo dei soggetti.
Tuttavia il preparato di Ilex paraguariensis ha prodotto una riduzione significativa dell’RQ nel tempo in confronto al placebo (vedi Figura 1), suggerendo una maggior proporzione di grassi ossidati come conseguenza dell’ingestione dell’estratto di questa pianta. Al contrario, le preparazioni di Paullinia cupana, Ephedra sinica e Corylus avellana hanno aumentato l’RQ.
La pressione diastolica si è ridotta in modo significativo con la tintura di Corylus avellana mentre la pressione arteriosa sistolica si è ridotta con la tintura di Crithmum maritimum ed è aumentata con la polvere di Paullinia cupana. L’ordine di grandezza dell’aumento è stato modesto, circa del 5%.


Discussione

Globalmente, l’effetto termogenico a breve della somministrazione acuta delle preparazioni di piante è stato deludente: nessun prodotto ha generato un aumento significativo della termogenesi rispetto al placebo. L’unica preparazione promettente in termini di risposta è stata l’estratto di mate (Ilex paraguariensis) in quanto ha prodotto un decremento significativo dell’RQ, indicando un innalzamento nella percentuale di grassi ossidati, un effetto che favorisce una riduzione del grasso corporeo. Inoltre, la somministrazione acuta del mate non ha influenzato la pressione arteriosa e ha lasciata virtualmente inalterata la frequenza cardiaca.
Invece, polveri come il guarana (Paullinia cupana) e le tinture di Ephedra sinica e nocciolo (Corylus avellana) hanno aumentato l’RQ, indicando una riduzione della percentuale di grasso ossidato, un effetto indesiderato nel nostro caso.
Quali potenziali obiezioni si possono muovere a questo studio? Una possibile critica è che lo studio è stato a breve termine (la risposta è stata misurata 3 ore dopo l’ingestione dei prodotti). Tuttavia, va considerato che l’uso costante di calorimetri indiretti per valutare il dispendio energetico in soggetti a riposo risulta problematico dopo le 3 ore.
In pratica, il soggetto che è rimasto immobile per tutta la durata del trattamento si innervosisce progressivamente e comincia a muoversi. Ciò costituisce motivo di confusione nell’interpretazione dei risultati.
In secondo luogo, il nostro obiettivo era quello di analizzare gli effetti termogenici a breve termine di una singola dose di prodotto e non della sua somministrazione cronica.
Occorrono ulteriori dati per accertare l’eventuale effetto termogenico di questi prodotti se somministrati alle dosi abituali per periodi di tempo lunghi (settimane o mesi).
Quali sono i possibili fattori che hanno determinato, nella maggior parte dei casi, un effetto non significativo su termogenesi, quoziente respiratorio, frequenza cardiaca e pressione arteriosa? Si possono tentare diverse ipotesi:
1. Il campione di soggetti utilizzati può apparire a prima vista limitato. Tuttavia la potenza statistica per determinare eventuali differenze dovute al trattamento era adeguata.
2. La biodisponibilità delle polveri totali e degli estratti secchi è tuttora largamente sconosciuta. Alle nostre condizioni sperimentali, i preparati sono stati assunti con poca acqua in condizioni di postassorbimento. Quest’approccio previene ogni possibile critica sul ritardo nello svuotamento gastrico dovuta alla presenza di cibo o pasti nello stomaco.
3. Le preparazioni di piante possono essere state sotto dosate (la maggior parte di esse è classificata come integratore alimentare in Svizzera e in Francia). Si potrebbe ipotizzare che alcune possano agire grazie al loro contenuto di caffeina (guaranà, té verde, mate). Fosse questo il caso, l’interesse per queste preparazioni sarebbe davvero limitato, poiché esistono modi più semplici, gustosi ed economici per assicurarsi una dose quotidiana di caffeina (semplicemente bevendo caffè!!). Per di più la dose dichiarata di caffeina nelle polveri (2-4%) sarebbe stata troppo bassa per ottenere un effetto metabolico significativo.
Vale la pena notare che l’effetto metabolico della caffeina è stato ampiamente documentato sugli esseri umani, con ripetute risultanze di aumento della termogenesi correlato alla quantità di caffeina assunta, come pure un aumento della lipolisi osservato nei giorni successivi al suo consumo (Bracco et al., 1995).
4. La maggior parte dei meccanismi d’azione di queste preparazioni si riferiscono a un aumento del dispendio energetico e della lipolisi dovuti alla caffeina o all’efedrina (Dulloo, 1993; Horton et al., 1996).
Tuttavia, alcune componenti come i tannini o le saponine, spesso presenti nelle piante, potrebbero anch’esse avere un ruolo nell’effetto antiobesità (Sagesaka et al., 1996). Poiché le modalità d’azione di queste componenti sulla riduzione del peso è parzialmente o in toto sconosciuta, la mancata risposta in termini di dispendio energetico e di quoziente respiratorio in seguito all’ingestione acuta di queste preparazioni non può essere interpretata come prova irrefutabile della loro inefficacia sul controllo del peso corporeo. Solo uno studio a lungo termine basato su modelli di variazione del peso corporeo potrebbe fornire una risposta definitiva a questa domanda.
Una revisione approfondita della letteratura fatta su riviste specializzate e riviste scientifiche ha prodotto una quantità molto limitata di informazioni scientifiche sulle piante oggetto del nostro studio. Pertanto risulta difficile confrontare i risultati del presente studio con quelli di altri ricercatori, in quanto abbiamo trovato pochissimi studi sperimentali condotti in ambiente controllato.
Per ciò che riguarda la Garcinia cambogia tuttavia si può citare uno studio recente in forma riassunta (Heymsfield et al., 1998) che conferma le nostre evidenze: gli autori hanno concluso che “la Garcinia cambogia non aveva avuto alcun effetto statisticamente significativo sulla perdita di peso o grasso” in un periodo di trattamento di 12 settimane.
Un’altra pianta per la quale esiste una discreta quantità di informazioni è l’Ephedra sinica oggetto di studio su esseri umani da parte di diversi ricercatori (Astrup et al., 1993; Daly et al., 1993; Dulloo, 1993 a, b, c; Geissler, 1993; Horton et al., 1991; Horton et al., 1996; Malchow-Moller et al., 1981; Pasquali et al., 1987; Pasquali et al., 1993; Waluga et al., 1998).
Queste ricerche hanno mostrato l’effetto termogenico dell’efedrina in dosi appropriate (superiori a quelle utilizzate nel nostro studio), accompagnato da un aumento della frequenza cardiaca e da un leggero aumento della pressione sistolica. I nostri risultati tendono a confermare queste risultanze, anche se la risposta cardiovascolare è stata minima nel nostro caso.
Se queste preparazioni erboristiche, prese quotidianamente in dosaggi sufficienti, possano aiutare o meno a ridurre peso e grasso corporeo dovrebbe essere oggetto di ulteriore indagine.
In conclusione, queste preparazioni sembrano possedere un potenziale limitato nel trattamento del grasso in eccesso e dell’obesità, perlomeno nei tempi brevi e ai dosaggi impiegati in questo studio.

Ringraziamenti

Gli autori desiderano ringraziare O. Pasche, Institut de Physiologie, per aver procurato e dato in uso la differente strumentazione clinica, e P. Terrier, lnstitut de Physiologie, per il suo aiuto nel compilare I diagrammi.

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Indirizzo

K. Hostettmann, lnstitut de Pharmacognosie et Phytochimie,
Université de Lausanne, BEP, CH-1015 Lau sanne, Switzerland
Tel. +41 21 692 4561; Fax +41 21 692 4565; email:kurt.hostettmann@ipp.unii.eh