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Dic
2017
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Difese naturali: come rinforzare l’organismo grazie ai frutti della Terra

È possibile rinforzare le nostre difese naturali grazie ai frutti della Terra? La risposta è sì: rimedi a base di erbe e funghi sono perfetti per creare uno scudo contro gli attacchi provenienti dall’esterno, soprattutto durante il periodo invernale o nei cambi di stagione. La natura dona infatti un armonioso supporto al nostro sistema immunitario. Un sostegno fatto di piante che, grazie alle loro radici, foglie o frutti, possono aiutare il nostro sistema immunitario e renderlo efficace sempre, in ogni periodo dell’anno. A queste, si aggiungono anche diverse specie fungine, da sempre utilizzate nella Medicina Tradizionale Cinese.

Echinacea. L’habitat naturale in cui cresce questa pianta è quello dell’America del Nord, motivo per cui il suo utilizzo era noto alle antiche popolazioni indiane che popolavano quei territori. La sua radice veniva utilizzata con diversi scopi, anche per uso esterno, viste le sue proprietà cicatrizzanti e di scudo contro le infezioni. Sotto forma di tisane, capsule e sciroppi, può essere assunta per coadiuvare le naturali difese di cui il nostro organismo dispone: i benefici sulla prevenzione di raffreddamenti e influenze di stagione sono da tempo noti e riportati nella letteratura scientifica internazionale.

Astragalo. Originario delle regioni montagnose di Cina e Tibet, contiene nella radice flavonoidi, polisaccaridi e saponine, che sono gli strumenti con cui questa pianta sprigiona tutte le sue caratteristiche immunostimolanti. Non solo: l’astragalo è anche un ottimo tonico-adattogeno, che migliora la resistenza dell’organismo agli stress psico-fisici, un antiossidante e un epatoprotettivo.

Maitake. In questo caso stiamo parlando di una specie fungina dal tipico nome giapponese. “Fungo danzante”: questa è la traduzione de Maitake (o “Grifola frondosa”), diffuso non solo nel Paese del Sol Levante ma anche in Italia, sui rilievi appenninici da Nord a Sud, in particolare nei boschi di castagni e querce. Il corpo fruttifero è infatti formato da numerosi cappelli, a forma di ventaglio e sovrapposti, che – come una nuvola di farfalle – sembrano danzare quando sono mossi dal vento. I polisaccaridi e i beta-glucani che contiene, aiutano l’organismo a proteggersi da virus e batteri, oltre ad essere utili nel controllo di glicemia, colesterolo e ipertensione.

Shiitake. Il nome scientifico è “Lentinula edodes”: anche questo particolare tipo di fungo è di origine asiatica e, proprio come il maitake, allerta le prime difese aspecifiche del corpo umano, un esercito di cellule che pattuglia i tessuti, ripulendo l’organismo dai patogeni nocivi.

Reishi. Il “Ganoderma lucidum”, ovvero il reishi, è un fungo di consistenza legnosa, originario della Cina, con un colore che varia dal rosso-arancio fino al marrone-nero e con un aspetto laccato. Anticamente era considerato un rimedio utile per aumentare l’energia vitale, ritardare l’invecchiamento e favorire la longevità. Oggi sappiamo che è ricco di elementi salutari: polisaccaridi, immunostimolanti, aminoacidi, sali minerali, vitamina C e molti altri. Un toccasana che aiuta anche a superare stati di affaticamento e debolezza della convalescenza e delle persone anziane.

Acerola. Nota come “ciliegia delle Antille”, l’acerola è ricchissima di vitamina C, come si evince immediatamente dal gusto agrumato e più aspro delle nostre comuni ciliegie. Per questo motivo, il suo utilizzo non può che contribuire alla fisiologica funzionalità del sistema immunitario e alla risoluzione di raffreddori e malanni stagionali.

Rosa canina. Ecco un altro rimedio naturale molto antico, che cresce spontaneo in tutta Europa, ad esclusione delle zone più fredde e settentrionali, in Asia occidentale e nell’Africa del nord. La parte utilizzata in fitoterapia sono le bacche rosso-arancio (cinorrodi), che compaiono in autunno e che contengono una buona quantità di Vitamina C e bioflavonoidi, detti anche Vitamina P. Proprio la ricchezza in questi principi attivi ne fa un rimedio utile per prevenire e trattare i disturbi tipici della stagione invernale, come raffreddore e influenza, e per aiutare la funzione del sistema immunitario. Il suo nome risale a Plinio il Vecchio, scrittore e naturalista romano, celeberrimo per la sua “Naturalis historia”: le radici di questa pianta avevano guarito un soldato dal morso di un cane rabbioso. Da qui, il nome “canina”.