20
Gen
2017
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Usi popolari

Fonte di caffeina – una delle più importanti e naturali, insieme al tè, il caffè e il cacao –, la Yerba Mate è bevanda diffusa in tutto il Sud America.

La ricetta tradizionale vuole che, per prepararla, si utilizzino due appositi strumenti (venduti anche in alcuni negozi italiani). Innanzitutto è necessario disporre di un mate (o porongo) che, sebbene esista anche in legno o in metallo, tradizionalmente è una piccola zucca svuotata ed essiccata, decorata all’esterno con fantasiose geometrie. È importante prendersene cura: senza un buon mate, l’infuso non avrà il suo sapore così particolare. È quindi bene, quando lo si acquista, riempirlo d’erba e acqua calda, mantenendo l’infusione per un’intera giornata. Il giorno successivo si svuota e si ripete il procedimento, andando avanti così per 7 giorni. Solo a quel punto il mate sarà pronto per essere utilizzato. C’è poi la bombilla, una strana cannuccia metallica la cui parte finale, grossa e bucherellata, impedisce all’erba di raggiungere la bocca.

Con la Yerba Mate (si può scegliere la versione con picciolo, più decisa e amara, o senza picciolo, dal sapore più morbido), si riempie il mate per metà; appoggiando la mano sulla cima, si capovolge il recipiente agitandolo, in modo che le foglie più polverose rimangano in cima. Infine, con delicatezza lo si riposiziona dritto, cercando di formare una sorta di collinetta, dentro cui posizionare la bombilla e, subito dopo, l’acqua precedentemente scaldata. È, tutto questo, un vero e proprio rito. C’è persino un nome per definirlo, “cebar mate”. Chi ha preparato la Yerba Mate, il “cebador”, è il primo a bere, aspirando l’infuso dalla bombilla fino ad esaurirlo (il rumore tipico della cannuccia è d’obbligo!); aggiunge poi altra acqua e passa il mate al commensale seduto alla sua sinistra. E così via, fino a quando il giro ricomincia. I sudamericani possono andare avanti per ore, degustando quella che – più che una bevanda – è una vera tradizione.

C’è poi una variante della Yerba Mate, il cosiddetto tereré. Altri non è che l’infuso servito freddo, come tipicamente avviene in Paraguay, in Brasile e nell’Argentina del nord-est. Al posto dell’acqua calda, nella bombilla si versa acqua fredda, talvolta persino ghiacciata. Il procedimento è il medesimo, ma è prevista l’aggiunta di succo di limone e di altre erbe medicinali.

Che la si beva calda oppure fredda, la certezza è che, consumare Yerba Mate, significa entrare nella tradizione di un popolo. Godere insieme a lui di un rito che profuma d’amicizia e di condivisione, di scambio, di voglia di stare insieme. Passandosi il mate di mano in mano, vecchie amicizie si consolidano e di nuove ne nascono. Offrire la Yerba Mate a un ospite, in Sud America, è simbolo d’accoglienza. Un’accoglienza reale, che nessuno è in diritto di rifiutare.