20
Gen
2017
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Le origini

Vanta una storia antichissima, la Yerba Mate. Una storia che comincia ai tempi degli Incas e delle tribù pre-colombiane. La sua erba è stata classificata nel 1882 dal naturalista francese Auguste de Saint-Hillaire, il suo infuso è chiamato dai botanici “tè del Paraguay” o “tè dei Gesuiti”. Perché fu proprio nel periodo degli insediamenti gesuiti che i colonizzatori spagnoli iniziarono a bere la Yerba Mate. Era il XVI secolo, e lo scenario era quello della Provincia Real del Guayra, oggi stato brasiliano del Paranà.

Gli indios guaranì bevevano l’infuso freddo, suscitando l’interesse dei soldati spagnoli, che cominciarono invece a degustarlo caldo. Come fosse un tè. Dalla Provincia Real del Guayara, l’erba mate iniziò ad essere esportata. Veniva venduta in Paraguay, in Argentina, in Uruguay, in Cile, nel Brasile meridionale. Lungo tutte le Ande, bere l’infuso di Yerba Mate divenne un’abitudine, che persiste ancora oggi. Se prima a consumarlo erano i gaucho (i mandriani delle pampas dell’America del Sud) e i huaso (i mandriani del Cile), oggi non è raro vedere manager in giacca e cravatta che il loro infuso lo sorseggiano in ufficio, davanti ad un computer. Soprattutto in città come Buenos Aires e Montevideo. Per argentini e uruguaiani, bere Yerba Mate è come per gli italiani bere il caffè, o come per gli inglesi bere il tè. E proprio in Italia persiste una piccola fetta di popolazione che, quell’infuso, lo consuma con costanza. È il risultato delle migrazioni di fine Ottocento / inizio Novecento; gli italiani si spostavano nelle Americhe in cerca di fortuna e, in cambio di vestiti, spedivano ai parenti rimasti in patria pacchetti d’erba mate, insieme all’occorrente per preparare la bevanda. Curiosamente, c’è un piccolo paese che, della Yerba Mate, è una suggestiva capitale nostrana. Si tratta di Lungro, in Calabria. Qui, la popolazione locale prepara l’infuso come da tradizione argentina, e la maggior parte dei negozi locali vende mate e bombille. Godendo così di tutti i benefici che il cosiddetto “oro verde” regala.